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un po' di bilancio e la VAL LASTIES - 14/04/2012

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trattasi ovviamente di foto di repertorio.
già un po' come tutto quanto fatto quest'anno, che spero si possa archiviare velocemente come il più brutto innevamento della storia (almeno per le nostre zone), ed sperare almeno  in un futuro prossimo più prosperoso.

certo non ci si lascia abbattere dalla penuria desolante e così, impossibilitati a stare via più giorni, mi sono recato più volte in Marmolada (spesso solo purtroppo) trovando quasi sempre del marmo ventato che con la neve aveva poco a che fare.
ho provato a scoprire la val saisera infilandomi prima nello jof de miezegnot e poi ben due volte a sella nabois, ma tra maltempo e poca neve ahimè il posto è stato avido di belle sensazioni. ovvio ci tornerò ma al momento è così.
Anche Sella Nevea (ursic e billa pec) è stata abbastanza avara di belle sciate.
due settimane fà la prima bella sciata della stagione nei cadini, forcella pogoffa, inaspettata e quindi festeggiata alla grandissima. neve incredibile.
due programmi di più giorni, Monte Rosa e Grossglockner, entrambi saltati per motivazioni in antitesi. Il Rosa a metà marzo era senza neve, mentre il Grossglockner (previsto per il week appena passato) cancellato per evidente brutto tempo con visibilità zero e pericolo valanghe inquietante.

E così, senza darci pervinti, e ben coscienti che quest'anno è da considerarsi per necessità "propedeutico ed educativo" (e forse anche per la mania di non voler morire sul divano e volerci sempre mettere il naso per poi dire "c'ho provato!") io e Samuele ci siamo convinti di provare la Val Setus.
Il Sella è stato tutto l'inverno senza neve e solo i canali a nord erano percorribili (qualche raro post su altri forum erano incoraggianti), questa ultima settimana di brutto tempo avrebbe inbiancato tutto. Telefono al Sass Pordoi e mi dicono che l'impianto ha chiuso il 9, perfetto! Guardo le previsioni.... un tempo di merda più di così non si può: nuvole basse e precipitazioni tutto il giorno, forse non c'è vento (e solo su questo 3b ha scazzato). Manca solo il bollettino neve, che per beccare il Sella bisogna unirne tre e neppure sei sicuro: "2 dappertutto, grado 3 marcato per pendii a nord". Bene.
Io e Samu ci sentiamo al telefono, sappiamo benissimo che ci stiamo raccontando delle gran bugie, ma confermiamo l'itenerario scelto e ci diamo appuntamento per le 6 a Vittorio Veneto sud.

La strada è passata a leggere relazioni, chiacchierare, farci un po' di coraggio e dirci che si va sù e poi si vede. Al passo ci prepariamo, non si vede nulla: nuvole bassissime e nevicata continua. Tutto bianco e senza luce, sì insomma l'ideale per intrufolarsi dentro il sella e perdersi. Qui c'ero già stato sia d'inverno e sia d'estate e mi ha semrpe stupito come una montagna così potenzialmente pericolosa (come ambiente) sia stata resa così accessibile.

Non c'è nessuno, giusto un cagnetto per strada ci abbaia quando inziamo a salire per il sentiero dietro la funivia. Ci inerpichiamo per i pendii verso la forcella Pordoi che stimiamo circa essere lì ma abbastanza a caso (non è vero abbiamo tutto cartina, bussola, altimetro ma checchè se ne dica cmq ci si muove un po' a naso). E' la prima volta che saliamo da qui, solitamente si va sù in funivia, e questo mi piace. Mi sembra per una volta tanto di essere un po' più rispettoso di questo grosso animale di roccia e di riconoscergli la giusta importanza.
E lui sembra accorgersi e me lo fà sentire con i 700mt più duri di tutta la stagione: partenza con le pelli; poi stacca tutto perchè poca neve, sassi e pendenza; poi rimetti tutto; poi ghiaccio con qualche centimetro di nevina e quindi rampant ed infine gli ultimi 100mt battuti da vento taglia morale che di più non si può. La visibilità è sempre scarsissima ma per fortuna le nuvole hanno una zona filtro tra i 2.600 e i 2.800 e sù in forcella qualcosa si vede.

Non c'è nessuno, ma proprio nessuno. Non sò perchè sono stanchissimo, credo sia un po' l'emozione e la preoccupazione, cmq riprendo fiato ed io e Samu scambiamo qualche chiacchiera. Sappiamo entrambi che la Val Setus sarà da rinviare a data da destinarsi e ci diciamo che potremmo provare ad andare in Mesdì. Perdiamo un po' di quota per prendere la lunga diagonale che porta sotto il Piz Boè... maddonina sui versanti nord tra neve caduta e riportata ce nè un mucchio ma veramente tanta ... troppa. Decidiamo saggiamente di rinuciare e scendere per la Val Lasties, oltretutto in questo momento gonfia di neve ed immacolata. Per un attimo c'è la sensazione che stiamo rinunciando troppo in fretta, e così mentre invertiamo il setting salita/discesa ci scambiamo quelle opinioni del tipo "ma sai arrivati là poi non si può più tornare indietro... guarda le nuvole si abbassano e poi non si vede più nulla..." e in tanto il cuore pompa e brucia ossigeno e ti fà capire che se proprio vuoi fare una cagata almeno lui ti fà sentire stanco da subito. Ormai la decisione è presa Val Lasties sia, oltretutto in prima scia, è tutto vergine e non c'è nessuno (e nessuno ci sarà per tutto il giorno, si insomma gli unici).

Breve digressione per uno sguardo al passato. Quando ero venuto qui in Sella a sciare avevo fatto la Mesdì e poi la Forcella Pordoi, la Lasties mi è sempre sembrata una valle troppo bella per essere violentata così in maniera evidente come avviene tutti i giorni con lo skipass. Non sono un radicale, non voglio che tirino giù la funivia, ma bhò alcune cose non mi attirano... ancora ancora la Val Mesdì (tra l'altro allora ero meno preparato di oggi) ... sì insomma ancora ancora la forcella Pordoi più corta, fronte strada, è già meno immersa nella natura, meno selvaggia... ma la Lasties no, prenderla con l'impianto mi sapeva di un furto. E così sabato ero felice, ero proprio felice che mi accogliesse dopo essere salito dal passo con molti sforzi in una giornata dove tutto sommato si poteva anche stare a casa.

Samu mi dice che bisogna stare all'occhio, sciare nel mezzo ed evitare i curvoni di raggi chilometrici sui pendii laterali. Mi dice che si vuol buttare prima lui per bonificare, io tengo in mente il manuale dell'autosoccorso: sono il secondo e quindi non lo perdo di vista. Stiamo belli distanti, le nuvole tentano di abbassarsi e mi butto. La pendenza qui non è nulla di che e questa neve rallenta, mi getto nel mezzo abbastanza dritto, prendo velocità e la punta galleggia... che spettacolo, che goduria. Arrivo da Samu e mi dice "Vai avanti và...". eheheeh è uno sciatore ma ci capiamo al volo. Con le due assi, e non proprio quelle larghe, su così tanta neve fà fatica. Almeno la mia scia sul bianco lo aiuta a vedere meglio.

Non l'ho mai fatta la Lasties, e ben presto si vede, alla fine del primo pendio (mentre ancora stò pensando che siamo gli unici in una valle normalmente percorsa da 1000 persone al giorno) vedo che a destra si è creato uno strano canyon con sopra una cornice di 5 metri (col cavolo ci passo sotto), al centro è tutto bianco forse un salto ma forse anche un passaggio, a sinistra ci sono delle rocce ed un passaggio ma molto più in alto. Io mi fermo al centro, Samu passa a sinistra e mi dice che bisogna passar di lì, sono sceso un po' troppo e mi toccherebbe smontare la tavola per risalire così provo a vedere quant'è alto il salto.
Mentre Samu passa a sinistra, nella parte più pendente, stacca un lastrone di neve soffice che si riversa verso il centro. Io mi faccio coraggio e vado al centro e salto. Prima però scendo piano perchè vedo che si è formata una cornice di neve sulle rocce, la faccio staccare per evitare sorprese. La cornice cade sotto (circa 2mt e mezzo) e con il botto stacca un altro bel lastrone (sempre di neve soffice). Ci guardiamo da lontano e capiamo che abbiamo fatto l'unica scelta giusta da fare oggi: in Val Setus o Mesdì (nell'imbuto dopo il Boè) ci avremmo lasciato le chiappe con quelle pendenze unite agli accumuli a nord. E' probabile che saremmo arrivati a valle insieme alle slvaine, con i pendii carichi a quel modo. Oltretutto sui traversi sotto il Boè, o alla sella del Pissadù, sai che divertimento...
Poi il resto della discesa si svolge giustamente in maniera molto conservativa evitando i pendii più belli e rimanendo sui versanti più sicuri. Persi un 200mt la neve inzia a mancare, i sassi ad affiorare e dopo lo sbocco dell'Holzer, tocca staccare tutto e scendere a piedi  per evitare di sfasciare tavola e sci.
Arrivati al Pian de Schiavaneis rientriamo al passo con un taxi (un ringraziamento alla signora del ristorante Maria _sempre aperto_ al passo Pordoi).

Non sò come la giudicate voi, forse leggendo il mio racconto direte che insomma non abbiamo fatto nulla di chè, oppure che abbiamo rischiato troppo, che siamo incoscienti, che è così che succedono le disgrazie.
Invece no, abbiamo deciso di muoverci con il brutto tempo per scelta, perchè credo che se si vuole andare in montagna ogni tanto (in maniera controllata e voluta) bisogna provare a muoversi in condizioni non proprio ideali. Per evitare, poi, di farsi sorprendere quando magari in altre gite il bel tempo viene interrotto da un temporale ed anche il percorso più banale diventa un inferno se non sappiamo dominare la naturale paura che insorge, oltreutto se magari ci si torva con una compagnia di amici non preparati al meglio (di cui ci sente responsabili).
Sapevamo di muoverci in un terreno potenzialmente delicato, in condizioni metereologiche non buone. Eravamo ben equipaggiati (lo zaino era stracarico con tutto il materiale possibile: rampant, picca, imbraghi, corda, ramponi, chiodi da ghiaccio, etc). Abbiamo scelto un percorso con vie di fuga alternative, abbiamo scelto di prenderle, abbiamo giudicato i pendii e le neve e scesi a valle in tutta sicurezza.

Ora speriamo che tutto si assesti ed il prossimo sabato magari tornare in Val Setus e chiudere la stagione.
saluti
nicola

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